Ti è mai capitato di sentirti “numb”, come congelato, così bloccato da non riuscire a sentire le tue emozioni e a non poter scegliere ciò che desideri davvero?
È come un lago che in superficie si è ghiacciato: da fuori sembra tutto fermo, ma sotto l’acqua continua a scorrere. Questo meccanismo è una delle reazioni più comuni davanti a qualcosa di nuovo. Per gli expats arriva spesso con il trasferimento in un altro paese, ma può toccare chiunque stia attraversando una nuova fase della vita o un cambiamento nella quotidianità.
In quei momenti il corpo si irrigidisce davanti all’incertezza. E la mente razionale, per sentirsi più sicura, cerca il controllo, le spiegazioni, le conferme. È come camminare in una città sconosciuta tenendo gli occhi fissi sul navigatore: sai esattamente dove andare, ma non vedi più le strade, i volti, i colori, la luce. In questo modo finisce per mettere a tacere le emozioni, proprio quelle che il nostro organismo sa riconoscere naturalmente e che danno una direzione alle nostre scelte.
Le emozioni sono la bussola di ogni scelta importante. E per ascoltarle bisogna imparare, o meglio ricordare, ad appoggiarsi al corpo, perché ogni emozione lascia lì la sua impronta.
Nel momento in cui ho paura e mi fa male la pancia, quello è un messaggio da non ignorare – è come qualcuno che bussa piano alla porta. Posso fermarmi un attimo, aprire, entrare in contatto, in un dialogo.
- Che cosa ha acceso questo dolore?
- Che significato ha per me, adesso?
- Che cosa sta cercando di dirmi la mia pancia?
Prenditi un momento, qui e ora, per osservare le sensazioni del tuo corpo. C’è una tensione, un dolore, un peso? Prova a non spiegare, a non analizzare, dona soltanto uno spazio di ascolto con una presenza compassionevole, attenta e premurosa.

Interessarsi a se stessi è una cosa che dimentichiamo di fare, soprattutto nei momenti di grande cambiamento. Eppure, quando ci radichiamo nel corpo, come un albero appena trapiantato che ha bisogno di tempo per riportare le radici alla terra, si aprono nuove possibilità di affrontare ciò che abbiamo davanti. Altrimenti lo guardiamo solo con gli occhi della paura, della rabbia, della vergogna o del senso di colpa.
Non esistono emozioni negative o positive. Esistono emozioni che ci raccontano come ci sentiamo in questo momento, e che, come le nuvole, si muovono e si trasformano in altre, se non mettiamo una diga con la nostra parte controllante. Lasciandole passare, possiamo imparare qualcosa di prezioso dalla saggezza del corpo.
Questo approccio non è una novità, è qualcosa di molto antico, risale a quando la parte istintiva e corporea aveva un peso molto più grande di quella razionale. Ciò non significa che la ragione non serva. Ha una funzione importante nella fase finale: valutare, organizzare, decidere, progettare. È un ottimo architetto, ma deve entrare in gioco dopo aver ascoltato il terreno su cui si costruisce. In tradizioni orientali come taoismo e buddismo questi principi sono pilastri dell’esistenza. Partire dal basso, dal corpo, invece che dall’alto, dalla testa, ci permette di conoscerci e di non cadere negli schemi che i modelli sociali vorrebbero imporci.
Quando una persona vive all’estero deve naturalmente considerare l’ambiente e la cultura che ha scelto, imparare a muoversi “dentro” di essi. Ma questo non significa dimenticare chi sei e cosa senti, anche nei momenti più difficili.
Per sciogliere lo stato di congelamento, o quello di attacco e fuga, serve entrare nel corpo con la propria consapevolezza: con il movimento libero, la camminata consapevole, il respiro profondo che scende fino alla pancia, uno sguardo gentile verso l’interno. Come il sole di primavera che non rompe il ghiaccio con la forza, ma lo scioglie con il calore.
Per cambiare, a volte, bisogna tornare a se stessi, a quella parte che si è dimenticata lungo il cammino, tra un posto e l’altro, una fase e l’altra, un dramma e l’altro.
“Ritrova il tuo centro, anche quando vivi tra più mondi.”
Se senti di voler riscoprire le tue emozioni e il tuo corpo come una bussola, scrivimi in DM.
Alina Charnavusava- Psicoterapeuta della Gestalt.

